Insieme a Massimo Durante , professore ordinario di filosofia del diritto presso l’ Università degli Studi di Torino e alla presidente del nostro Chapter, Maria Carmela Macrì, abbiamo parlato delle implicazioni etiche dell’AI, partendo da due domande: in primo luogo, cos’è l’etica? E, in seconda istanza, come possiamo pensare a un’etica dell’IA?
L’etica ci interroga sulla forma delle nostre relazioni con gli altri; sul nostro rapporto con il mondo che ci circonda; sul tipo di persona che vogliamo essere, nella nostra relazione con gli altri e con noi stessi. L’etica è improntata a un valore fondamentale: fare il bene.
L’intelligenza artificiale, oggi, è regolamentata dall’Unione Europea secondo il principio dell’accountability, della “non rimproverabilità”.
Ma – ed è la domanda fondamentale - è sufficiente il rispetto della norma a rendere l’IA “etica”?
Il business dei metadati, l’impatto ecologico, la profilazione degli utenti, che ci trasforma da persone a informazioni, l’evoluzione della tecnologia, l’influenza dell’intelligenza artificiale nelle decisioni del cittadino-consumatore, rispondono a un principio etico?
Dopotutto, l’IA incorpora i valori della società che la esprime. La domanda di fondo, dunque non riguarda tanto l’intelligenza artificiale, quanto i valori e l’etica che, come società, scegliamo di esprimere.